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Sulla riduzione dell’uso del contante

Pubblicato il 17/04/2012 @ 10:54 in Corriere Della Sera,Giornali


Lettera di Franco Debenedetti e Natale D’Amico

Per il Direttore.

Per ridurre l’uso del contante, Milena Gabanelli e Stefania Rimini (Cambiamo abitudini, basta con il contante, Corriere della Sera, 15 Aprile 2012) propongono un dissuasore sotto forma di un 33% “applicato” al deposito e al prelievo

Lodevole l’obbiettivo di “rubare all’evasione un centinaio di miliardi l’anno”, suadente l’eufemismo “applicato” per “prelevato”, ammiccante l’osservazione che sta solo in noi non pagarla: ma sempre tassa è, anche se posta tra pudiche virgolette.

E’ buona regola preoccuparsi degli effetti inintenzionali delle azioni umane, o, per dirla col proverbio, dell’inferno a cui conduce la lastricata via. Secondo la loro proposta, chi preleva 100€ dal suo conto in banca, se ne vede addebitati 150, e quando versa gli stessi 100 € se ne vede accreditati solo 77. Una “specie di tassa”, scrivono: ma che specie vorace! Scoraggerà l’uso del contante? Di certo il depositarlo e il ritirarlo. Tutti vorranno tenere contante: in presenza di una forte domanda e di una scarsa offerta, il valore dei soldi in mano crescerebbe (o diminuirebbe quello dei soldi depositati sul conto). Seguirebbero a raffica altri obblighi (comperare POS e carte), estensioni (a tutta l’eurozona almeno), divieti (del contante anche per le pensioni minime): un incubo.

Bisognerebbe sapere che la moneta è largamente endogena al mercato, che, se costretto, la crea: ci ricordiamo gli assegnini? Si formerebbe un circuito parallelo del contante, comune a due economie distinte, e che converrebbe tener distinte, la sommersa e l’illegale. Se il “dissuasore” proposto da Gabanelli e Rimini venisse “applicato”, con una domanda anelastica e poco contante disponibile, aumenterebbe il valore dei soldi dello spacciatore. E se la redditività dell’attività di spaccio aumenta, aumenta l’interesse ad allargare il mercato. E così via.

La via dell’inferno, una volta imboccata, può condurre a molti gironi.

La risposta di Milena Gabanelli
Dopo aver precisato che un deposito di 100 euro tassato al 33% procura un credito netto di 67 euro (e non 77 come voi scrivete), faccio fatica a capire la vostra obiezione. Abbiamo fatto una proposta che va certamente integrata con la riduzione degli sprechi e studiata meglio. Siamo d’accordo sul fatto che lo spacciatore avrà sempre contanti in tasca, ma la tassazione del 33% sarà un grosso disincentivo per il consumatore. Quindi, a meno che non facciate uso di stupefacenti, non ci sarebbe da preoccuparsi.

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