Prodi, ora che sei un leader servono fatti

ottobre 1, 1995


Pubblicato In: Giornali, La Stampa


Prodi ha lanciato una sfida. Sul Sole di ieri egli critica coloro che nella sua polemica sulla vicenda Supergemina hanno voluto vedere ostilità ai privati, o ne hanno approfittato per attribuirgli attacchi ai ‘poteri forti’. La sua sfida è quella di collocare il discorso in una più ampia prospettiva del futuro del capitalismo italiano e delle
gioco della nostra economia.

Se questa è la sfida, essa va raccolta: poiché in tal caso i prova non possono essere le parole ma i concreti comportamenti, Prodi, per rafforzare i due pilastri del mercato di proprietà e della proprietà dei mezzi di informazione indica la necessità di por mano a iniziative legislative sull’Opa e sulla par condicio che, ottimisticamente, vorrebbe estesa a comprendere l’intero sistema dell’ informazione. Temi largamente condivisi: ma poiché è sugli svolgimenti che si è valutati, gioverebbe qualche più precisa innovazione. Iniziative necessarie, ma non sufficienti; e Prodi riconosce che «non basta ridurre mediante le privatizzazioni il ruolo dello Stato nella proprietà e nella gestione dell’industria e della finanza, ma bisogna costruire le condizioni per far crescere il mercato», allora la sfida va lanciata su ognuno dei singoli aspetti in cui oggi queste condizioni si costruiscono. Oggi, non dopo le elezioni. E proprio in questo quadro politico, in cui Forza Italia tace, i popolari perlopiù sono attestati a difendere i vecchi assetti e le vecchie tecnocrazie, mentre nel Pds aperture verbali si alternano ad antiche cautele.
Vediamo alcuni di questi casi.
Le banche. Tutti dicono di volere la creazione di concorrenti a Mediobanca. Ma si vuole che ciò risulti da banche che restano pubbliche, da sole o associate in una della galassie di cui si sente parlare, o invece si pensa che ciò possa avvenire solo con la loro previa restituzione all’ambito privato, e alla concorrenza tra privati per il loro controllo?
L’ Enel. Per far crescere mercato e concorrenza, per ampliare il mercato mobiliare, è meglio vendere gradualmente un Enel unitario, o dar vita a una mezza dozzina di società quotate in Borsa – per le generazione e la distribuzione?
Le telecomunicazioni. Alla nascita di nuove imprese nel settore delle telecomunicazioni serve una normativa che in primo luogo crei condizioni favorevoli a nuovi investitori, o una legge, come quella che Gambino sta rilasciando, che protegge ed estende i diritti del monopolista?
Dobbiamo constatare che ciascuno di questi singoli attualissimi temi non ha trovato adeguata risposta da parte del le forze politiche che sostengono la leadership di Prodi. E ciò induce a una considerazione finale: Prodi ricorda che già tre anni fa esprimeva queste stesse preoccupazioni sulla precarietà di equilibrio di un sistema, il nostro, in cui esistono pochi gruppi di dimensioni internazionali, e riporta. a col-valida, i rilievi che oggi esprime il Fmi.
Ma era da osservatore che Prodi esprimeva quelle sue preoccupazioni, e un osservatore, sia pure ‘pesante’, è il Fmi. Ora Prodi non è più osservatore, ma leader di una coalizione. E ciò comporta adottare, rispetto ad allora, diversi strumenti, e nuove capacità di indurre e garantire comportamenti coerenti da parte delle forze politiche che lo sostengono.

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