Prima il polacco poi Joe: ma perché sempre l'idraulico

ottobre 29, 2008


Pubblicato In: Giornali, Vanity Fair

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da Peccati Capitali

Porterò alla Casa Bianca Joe the Plumber, l’idraulico Joe, ha detto il candidato repubblicano John McCain a una cena di beneficienza. Joe è il classico americano che lavora duro, tutto iniziativa e indipendenza, che vorrebbe comperare l’azienda dove lavora, ma che non ce la farebbe mai a realizzare il suo progetto se Barack Obama, come ha detto di voler fare, applicasse l’aumento delle tasse a quanti guadagnano più di 250.000$. Così l’idraulico Joe è assurto a simbolo di chi crede nell’american dream e vuole eleggere chi gli dia speranza di realizzarlo.

Non è la prima volta che gli idraulici entrano in politica. Chi è stato in Francia un paio d’anni fa, forse ricorda il baldo giovanotto, vestito della tuta professionale, che mostrando il suo grosso tubo, ammiccava dai manifesti stradali e invitava le francesi a visitare la Polonia. Era la risposta un po’ pecoreccia alla violenta campagna dei lavoratori francesi del settore dei servizi: l’“idraulico polacco” era diventato il simbolo delle orde che avrebbero invaso la Francia, togliendo loro il lavoro, se fosse passata la direttiva europea che permetteva a imprese dei nuovi paesi dell’Est di fornire servizi da noi pagando i loro dipendenti con gli stipendi e i contratti sindacali dei paesi d’origine. Lo spettro dell’idraulico polacco bloccò la direttiva, che fu respinta dal Parlamento europeo.

Perché sempre l’idraulico? Forse perché l’idraulico, polacco, americano o nostrano, rimanda a esperienze emergenziali comuni, è emblematico come la “casalinga di Voghera” che ne invoca l’aiuto. I guasti che richiedono il suo intervento, una perdita che inonda, o una tazza che esonda, colpiscono i nostri sensi con la fisicità immediata di quanto vorremmo bloccare, e con l’urgenza di quanto vorremmo rimuovere. In questi tempi drammatici, l’idraulico diventa il simbolo di chi può liberarci dalle paure e dalle incertezze, di chi può arrestare il diluvio che minaccia di sommergerci, e liberarci da ciò che ha intasato l’economia.

Ma nel caso di Joe the Plumber, ci deve essere qualcosa di più profondo se è stato citato 29 volte in 90 minuti nell’ultimo dibattito televisivo tra Barack Obama e John McCain, se tra le migliaia e migliaia di incontri durante la campagna, proprio lui è diventato simbolo delle paure e desideri dell’americano medio, e di tutti noi, in questi tempi di crisi. Qualcosa che ha a che fare con l’inconscio. L’idraulico potrebbe essere freudianamente associato all’analità, alle prime esperienze infantili dello sforzo per trattenere e del piacere di liberarsi. In parole povere: tenerci stretto quello che ancora abbiamo; e, quelli che ci han fatto perdere, mandarli tutti a…

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