La beffa delle Fondazioni

maggio 17, 2002


Pubblicato In: Giornali, Panorama


Come è fallito il progetto di “privatizzazione spontanea” delle banche

Di tutte le “partite doppie”, la più ricca è quella iniziata dodici anni fa da Giuliano Amato.
Amato voleva privatizzare le banche: ma come privatizzare una cosa che non si sa bene di chi sia? Scindendo in due le Casse di Risparmio, le Fondazioni da un lato, le banche dall’altro, il problema per le banche l’aveva risolto: padroni sono le Fondazioni. Ma chi è il padrone delle Fondazioni? A chi ordinare di vendere le banche?

Non ordinare, ma convincere, è la soluzione di Ciampi al Tesoro: se le Fondazioni vendono di loro volontà, non è più necessario risolvere prima il problema di chi è il loro padrone. E Ciampi alletta con incentivi fiscali, con la libertà di scegliersi la propria missione, con l’autonomia di rappresentare il meglio delle società dove hanno le radici. Non ha funzionato: con poche eccezioni (la più notevole la Compagnia di SanPaolo) le Fondazioni continuano ad avere posizioni rilevanti per il controllo delle banche, alcune sono diventate ago della bilancia, da sole o alleate tra loro, negli assetti proprietari.

Giulio Tremonti il problema della proprietà l’ha risolto, con un’entrata a piedi giunti. Fondazioni: maggioranza nei CdA agli enti locali. Banche: azioni girate a Società per la Gestione del Risparmio, che voteranno per le nomine, e che, se le Fondazioni non lo faranno prima, quelle azioni le venderanno. E le SGR, non dovendo rispondere a nessuno, sapranno ascoltare la voce del Tesoro (e leggere il pensiero di Bankitalia).
Adesso le Fondazioni gridano all’esproprio: ma possono solo rimproverare se stesse. Non hanno capito che il problema era quello di trovare un padrone. Potevano sceglierselo loro, tra i rappresentanti delle società dove hanno le radici: hanno preferito invece continuare, con gli stessi personaggi, lo stesso vecchio gioco del potere nelle banche.
Il progetto di privatizzazione spontanea, per libera scelta anziché per forza di legge, è fallito. Tremonti la sua “partita doppia” l’ha vinta, ma a che prezzo! Le Fondazioni autoreferenziali, che giocano ai banchieri, non ci sono più: sono diventate finanziarie regionali.

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