Intervento durante la cena annuale dell’Istituto Bruno Leoni

novembre 11, 2013


Pubblicato In: Convegni


The Borsetta Party
Cena Annuale Istituto Bruno Leoni
VI Premio Bruno Leoni
11 Novembre 2013
Nhow Milano
Via Tortona 35


Non so quanti di voi abbiano visto il film “The spirit of 1945”. Descrive l’Inghilterra del dopo guerra, quando Churchill che aveva vinto quella contro i tedeschi perse le elezioni conto i laburisti di Attlee. Il regista è Ken Loach, e quindi chiaro fin dall’inizio l’intento di glorificare quella esperienza. Ma vi assicuro che quando vengono declamate, come tante vittorie, le nazionalizzazioni che si succedono una dopo l’altra– carbone, ferrovie, elettricità, automobile –non si può non percepire, perfino amplificato dall’intento propagandistico, la tristezza, la pesantezza che quell’esperimento politico aveva fatto gravare sull’Inghilterra. Finisce che il filma fa capire la ragione del successo di chi, in nome della libertà, a quell’ideologia aveva saputo rispondere No, No, No. Magaret Thatcher.

“There can be no liberty unless there is economic liberty”. E’ una delle sue tante frasi celebri. Modestamente lo pensiamo anche noi, tant’è che uno dei payoff delle nostre pubblicazioni è proprio questo: “idee per il libero mercato”.

Leggiamo i giornali, ascoltiamo i dibattiti televisivi, seguiamo le proposte avanzate dalla politica e le ragioni con cui vengono sostenute: stentiamo a trovarci “idee per il libero mercato”. Sentiamo delle difficoltà, a volte i drammi di famiglie e di imprenditori, leggiamo le analisi severe e le previsioni pessimistiche sul futuro del nostro Paese. E vi troviamo conferma che c’è una sola speranza di uscirne: il libero mercato.

“I am not a consensus politician. I’m a conviction politician.” E’ un’altra frase celebre della Thatcher. Noi invece non facciamo politica, ma ci occupiamo di quello che fa la politica. Noi abbiamo una rocciosa “conviction” di voler diffondere idee perché altri raccolgano il “consensus”.

Questa è la nostra costante preoccupazione: diffondere le idee. Ce le inventiamo tutte: conferenze su temi specifici, gruppi di lavoro con autorità di regolazione, colazioni di primo mattino, food for thought alla sera, position paper su argomenti specifici, ovviamente un blog; pubblichiamo libri, di carta ed elettronici, cerchiamo di essere presenti sui giornali, alcuni di noi twittano come pazzi; andiamo perfino a far lezione nelle scuole.

C’è una frase di Hayek, molto nota, ma che mi piace ricordare:

“Dobbiamo ridare alla costruzione della società libera il senso di un’avventura intellettuale, di un atto di coraggio. Ciò che ci manca è un’utopia liberale, un programma che non sembri né una pura difesa dello status quo, né una forma diluita di socialismo, ma un radicalismo veramente liberale che non risparmi l’arroganza del potere… Finché i fondamenti filosofici di una società libera non verranno resi materia intellettuale viva, e la loro diffusione non diverrà uno sforzo che sfidi l’ingegno e l’immaginazione delle nostre menti più vivaci, il futuro della libertà sarà necessariamente oscuro. Ma se riacquisteremo quella fiducia nel potere delle idee che fu il marchio del liberalismo, la battaglia non sarà perduta”

Rendere materia intellettuale viva i fondamenti filosofici di una società libera, e diffonderli: non siamo in molti a farlo, in Italia, anzi a dirla proprio tutta crediamo di essere i soli. Comunque siamo secondi nel ranking dei think tank italiani fatto da…..dietro solo all’IAI che ha un budget multiplo del nostro. Già perché le idee non costano, e abbiamo la presunzione di saperle approfondire, difendere, argomentare. Costa invece il diffonderle.

Questa cena non è solo per il piacere di stare con amici, per il conforto di vedere che siamo in tanti a condividere riferimenti culturali comuni: è anche una cena di fund raising, e desidero ringraziare, a nome dell’Istituto colore che acquistando dei tavoli ci hanno dato una mano. Ma non temete, le occasioni non mancano, e sono anche convenienti. adesso che siamo una fondazione riconosciuta le donazioni rientrano nel 5%°.

La borsetta a cui è intitolato il party non è un’allusione, sappiamo far meglio. Piuttosto vorrei finire con un’altra citazione della signora della borsetta:

“You may have to fight a battle more than once to win it.”

More than once: take it for granted.

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