Internet fa opinione, i libri fanno la storia

settembre 7, 2010



da Peccati Capitali

Un Viaggio: l’autobiografia di Tony Blair ha scatenato polemiche furiose. Che dei suoi tremandati abbia chiuso la sanguinosa questione dell’Ulster, realizzato le devolution di Scozia e Galles, fatto di Londra il centro mondiale di finanza e arti figurative, ridefinito la politica delle sinistre, migliorando qualità e diffusione dei servizi, tutto sembra scomparire di fronte all’accusa di avere seguito Bush nella guerra contro l’Irak. Fatti noti: ma l’uscita del libro ha resuscitato antiche passioni.

La Germania si distrugge, per gli immigrati islamici, retrogradi e incapaci di integrarsi. E’ Thilo Sarrazin della Bundesbank a scriverlo (con quel nome, poi!). Gli ebrei – bontà sua – hanno il gene dell’intelligenza. Nel tempio sacro dei tedeschi si entra con scrutinio severo, difficile che fossero sconosciute le sue convinzioni. Ma vederle scritte in un libro ha suscitato un pandemonio e se ne è dovuto andare.

Il grande progetto: l’inizio e l’evoluzione dell’universo sono determinati, secondo Stephan Hawking, dalle leggi della fisica, non c’è bisogno dell’intervento di Dio. Affermazione non sorprendente per un astrofisico, già Laplace aveva detto “Je n’ai pas besoin de cette hypothèse”. Ma vederlo scritto, come dire?, papale papale, ha fatto titoli a tutta pagina.

Morale: con i social network si elegge un presidente, con i blog si sposta un’opinione, coi telefonini si rovina una reputazione, ma è con il libro che si fa la storia. Una consolazione per chi ama i libri, leggerli e possederli. Ma anche un ammonimento: Cavaliere, gliene venisse mai l’uzzolo, ci pensi tre volte.

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