Efficenza e modello inglese

marzo 1, 1995


Pubblicato In: Giornali, Il Sole 24 Ore


In un Paese a struttura economica ultrastatalista, essere ultraliberista è quasi un dovere. Vedersi attribuire (da Carlo Mario Guerci nell’articolo «La nuova Enel val bene un compromesso» pubblicato sul Sole 24 Ore del 23 febbraio) questa qualifica solo perché si sostiene che la concorrenza è un bene per sé testimonia quanto ancora siamo inaspettatamente lontani dal comprenderne il valore.

Per rispondere alle argomentazioni del professor Guerci dovrei chiedere ampia ospitalità. E forse è ormai inopportuno: anche in questo caso la discussione si avvia a essere risolta invocando lo stato di necessità, senza discussione politica; il nemico della pubblicizzazione del monopolio rischia di essere indicato come nemico della patria.
E allora propongo al professor Guerci un patto: dato che non gli bastano i “piccoli recuperi di efficienza” pur garantiti dall’esperienza inglese nel caso elettrico, è disposto a sostenere in pieno, con tutta la sua autorevolezza, il modello inglese per le telecomunicazioni? Non potrà dire che in quel caso i recuperi di efficienza siano stati modesti.

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