Dopo i (non) tamponi, i (non) vaccini

ottobre 28, 2020

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Pubblicato In: Giornali, Il Foglio


Al direttore.
Non si trovano vaccini antinfluenzali. Tra le tante horror story scritte dalla struttura emergenziale costituita dal governo, questa merita un posto a sé. Che vaccinarsi contro l’influenza sarebbe stato utile era prevedibile anche senza avere preso il Nobel in epidemiologia. Anche un profano avrebbe detto che il numero delle persone che avrebbero chiesto di farsi vaccinare sarebbe stato più alto del normale. Di quanto? A essere raffinati si faceva un sondaggio a campione, tipo quelli settimanali per conoscere come variano le preferenze politiche degli italiani. Erano tutte cose che al più tardi a marzo si potevano sapere. Che ci si vaccina a ottobre lo si sa da anni. L’industria farmaceutica poteva essere allertata a inizio marzo. Stento a credere che non sarebbe stata in grado in 7-8 mesi di aumentare la produzione di un vaccino in produzione da 20 anni. Domanda: saranno le stesse strutture che dovranno distribuire il vaccino del coronavirus quando saranno disponibili?

La risposta del Direttore.
Problema vero, serio, non del tutto comprensibile. Sui siti delle Asl di mezza Italia si trovano annunci come questo. “La direzione dell’Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia informa che, nonostante un aumento del 30 per cento di dosi rispetto al quantitativo dello scorso anno, aumento massimo richiedibile, a causa del fortissimo incremento delle richieste, in questi giorni ci sono difficoltà a garantire la continuità delle vaccinazioni antinfluenzali, sia nei nostri ambulatori che in quelli dei medici di medicina generale, perché i vaccini vengono consegnati dalle ditte in fasi successive, con intervalli anche di 2 o 3 settimane tra una consegna e l’altra. Né la nostra Azienda né la Regione Emilia-Romagna possono fare nulla per anticipare le date di consegna, poiché queste vengono definite dalle aziende produttrici. Il portale aziendale per la prenotazione della vaccinazione, che ha ricevuto oltre 8.000 richieste in pochi giorni, è momentaneamente chiuso per consentire di organizzare le agende sulla base delle dosi disponibili e sarà riattivato alla prossima fornitura di vaccini”. Fare presto.

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di Redazione – Il Foglio, 05 novembre 2020

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