Debenedetti: «Interventi retroattivi renderebbero lo Stato non credibile»

agosto 19, 2011


Pubblicato In: Giornali, Il Messaggero


Intervista di L. Ci.

Non solo – probabilmente – incostituzionale. Per Franco De-benedetti un’eventuale tassazione retroattiva dei capitali fatti rientrare con lo scudo sarebbe un segnale di completa inaffidabilità da parte
dello Stato. Proprio in un momento in cui il governo italiano ha dovuto mettere mano a un secondo decreto proprio perché quella di un mese rima era stata ritenuta, dai mercati e dalle autorità europee, non abbastanza affidabile.

La proposta del Pd almeno per un po’ ha trovato ascolto nella maggioranza.
«Una parte di quei capitali era stata mandata all’estero, a suo tempo, per paura del comunismo, il fatto che ora siano in nipotini del defunto Pci a proporre di ritassarli, avrebbe potuto offrire il destro a qualche sarcasmo polemico. La notizia è quindi che, al contrario, al pidiellino vicepresidente della Camera, onorevole Lupi, la proposta sia piaciuta moltissimo. Ma queste sono battute. Veniamo ai punti importanti».

L’eventuale incostituzionalità di un intervento ex post?
«Non sono un costituzionalista, so però che le norme penali retroattive sono incostituzionali: lo scudo riguardava anche fattispecie penali legate alla mancata denuncia di capitali costituiti all’estero. La materia fiscale poi ha uno status speciale tra le leggi, perché è costitutiva del rapporto del cittadino con lo Stato: proprio per evitare abusi c’è lo statuto del contribuente. Ma forse l’argomento più forte è politico e riguarda la credibilità della manovra e dello stesso governo».

Lei come giudica il suo livello di credibilità?
«Il precedente decreto è stato considerato non affidabile perché troppi impegni erano vaghi e rinviati alle scelte di governi successivi. E quindi per ristabilire la credibilità sia all’interno sia nei confronti dei governi esteri – che sostanzialmente comprano il nostro debito – è stato approvato un altro provvedimento. E ora che facciamo? Proprio in questo secondo decreto mettiamo una cosa che distruggerebbe da sola la credibilità dello Stato? Mi pare una proposta politicamente assurda».

E dell’ipotesi di un nuovo scudo invece cosa pensa?
«Auguri! Il nuovo scudo è offerto evidentemente a quelli che non hanno aderito le volte precedenti. Ma se non si sono fidati allora, quando il governo giurava che lo scudo sarebbe stato tombale, perché dovrebbero fidarsi ora? Piuttosto bisognerebbe impegnarsi sulla lotta all’evasione: non di facciata, ma coinvolgendo gli intermediari e incrociando i dati».

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