Comodi, rapidi, deserti: che meraviglia (per ora) i treni dell'Alta Velocità

marzo 11, 2009


Pubblicato In: Giornali, Vanity Fair

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da Peccati Capitali

Affrettatevi: c’è una straordinaria finestra di opportunità da cogliere. Non so quanto durerà, quindi non ditelo a nessuno. Si tratta dell’Alta Velocità, sulla tratta Milano Roma, soprattutto di quella “Fast”, che non ferma né a Bologna né a Firenze. Tre ore e mezzo a 300 chilometri l’ora (va beh, manca ancora il tunnel appenninico, record di lentezza a costruirlo, e di velocità a percorrerlo, e allora saranno tre ore).

La cosa fantastica é che, per ora, c’è poca gente. Trovo facilmente un posto con nessuno a fianco, così posso allargarmi con libri, giornali, computer. Se chi parla al cellulare sta tre file più in là, la sua voce arriva attutita dalla distanza. Meglio che nel mio ufficio: dove ho tre ore e mezzo in massima concentrazione senza nessuno che interrompa, senza le cause di distrazione sparse qua e là dove abitiamo? Ormai ci sono dei lavori che preferisco fare in quelle tre ore guadagnate in treno.

La bordatura rossa delle nuove livree del personale è senza una smagliatura, un tizio sorveglia efficienza dei bagni (come é noto è più difficile far funzionare uno sciacquone che controllare un treno col satellite), il caffè é decente e i giornali non sono esauriti. Non può durare a lungo. La cravatta rossa avrà la prima macchia, per i bagni si aggirerà uno svogliato “operatore idro-ecologico deambulante”, sulla fiancata comparirà il primo graffito: il contagio del “morbo dell’interregionale”. Soprattutto, tanta gente. Sul treno delle meraviglie incombe il destino delle spiagge esotiche e solitarie con i voli low cost, delle trattorie con cibi e prezzi di una volta prima della “riduzione all’aceto balsamico”, dei vini dei “piccoli produttori” prima dei “tre bicchieri”. E dunque correte, approfittatene adesso.

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