Colpa degli speculatori o dei governi bugiardi?

maggio 18, 2010


Pubblicato In: Giornali, Vanity Fair



da Peccati Capitali

Per avere presentato una contabilità fasulla, ricavi inesistenti e una situazione patrimoniale di fantasia, Tanzi è andato in galera. La Grecia ha ingannato mercato e risparmiatori più della Parmalat: ma i mercati finanziari, i soli che le han presentato il conto, vengono chiamati “speculazione”.

Anche nel 1992 si gridò alla speculazione: ma senza l’attacco alla lira avremmo mantenuto un cambio impossibile per le nostre esportazioni, cincischiato per anni su come smantellare le Partecipazioni Statali, forse non ce l’avremmo fatta ad agguantare l’euro.

Senza la “speculazione”, chi glielo direbbe ai Greci che non va tanto bene pagare una pensione alle figlie nubili degli statali – che sono il 25% degli occupati – e chiedere che gli altri Paesi europei paghino il conto? Senza la paura di far la stessa fine, chi convincerà gli italiani ad aumentare l’età pensionabile, e tutti gli europei a tagliare gli sprechi annidatisi nello stato sociale?

La “speculazione” guadagna tanto, ma rischia tantissimo: gli Stati possono cambiare le regole del gioco, stampare moneta. Se attaccano, è perché la situazione è insostenibile.

Che i Governi, facendosi scudo degli interessi che vengono colpiti, accusino la “speculazione”, lo si capisce. Quello che è incomprensibile è che lo faccia l’elite intellettuale del Paese, i giornali della borghesia che risparmia e che investe. Altro che “smascherare i fondi che speculano”! Dovrebbero gridare: “Smascherare i governi che mentono!”. E star dalla parte di chi, senza altri fini, solo facendo funzionare i mercati, finisce per farlo.

ARTICOLI CORRELATI
Debito pubblico e speculazione: i tranelli contro il salvataggio dell’ euro
di Massimo Mucchetti – Il Corriere della Sera, 14 maggio 2010

Invia questo articolo:
  • email
  • LinkedIn



Stampa questo articolo: