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→  dicembre 30, 1998


Fondazioni Bancarie.
Gradualismo o Tempestività nelle dismissioni?
Proposte per il legislatore.

Associazione borsisti Marco Fanno, N. 5, 1998
Interventi di Mauro Agostini, Franco Debenedetti, Mario Draghi, Gianfranco Imperatori, Marcello Messori, Roberto Pinza, Pasquale I. Scandizzo.


Mi ha colpito il fatto che, nel giro di pochi giorni, il te­ma, — annoso ed assai frequentato, ma sempre attuale con la sua irrisolta incombenza — di quella specie di condanna per cui sono così poche le imprese italiane che da piccole diven­tano grandi, abbia ricevuto attenzioni sia pure provenienti da parti così diverse tra loro per collocazione politica e per ruoli istituzionali.

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→  febbraio 1, 1998

Un convegno sulla Corporate Governance in cui il capitalismo privato italiano ha detto la sua su un progetto che ha introdotto nel nostro ordinamento regole di corporate governance su cui si è discusso per decenni.

Un’occasione che ha messo a confronto economisti, giuristi, imprenditori e manager: da un lato le istituzioni, il Tesoro con Mario Draghi e la Consob con l’allora presidente Tommaso Padoa Schioppa; dall’altro i protagonisti del grande capitalismo privato, Giovanni Agnelli, Franco Bernabè, Fedele Confalonieri, Pietro Marzotto, Don Moore, Francesco Trapani, Marco Tronchetti Provera. E, a completare il quadro, le due Fondazioni bancarie torinesi, Compagnia di S.Paolo e CRT, che convinsi a sponsorizzare il convegno.

→  novembre 11, 1996

A costo di deludere qualcuno, il mio non sarà un intervento polemico. Sarà piuttosto una riflessione su quale sarà la forma delle Banche nell’Italia dell’Euro.
Non sarà una forma mutuata da modelli esteri. Non sarà una banca tedesca: la centralità della Hausbank rispetto all’impresa si fonda su rapporti costruiti nell’arco di generazioni. Non sarà una banca inglese; questa richiede una Borsa di ampie dimensioni, in cui la banca funga da intermediaria tra investitori e imprese.

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→  febbraio 9, 1996

Roma, 9 febbraio 1996

Convegno: ‘Se ci fosse Don Sturzo’

Amici di liberal

Invitato a parlare dell’attualità del pensiero di Luigi Sturzo in materia di economia, non essendone conoscitore né per ragioni storiche né per studi accademici, mi ritengo dispensato dal compito di delinearne, proprio qui, e proprio di fronte a tanti che ne sono studiosi esegeti e interpreti autorevolissimi, l’impianto teoretico e la ricchissima articolazione: dall’esperienza municipale a Caltagirone, attraverso la fondazione del Partito popolare, l’esperienza parlamentare, l’opposizione al fascismo, gli approfondimenti durante il lungo esilio, fino alle battaglie politiche dei suoi ultimi sette anni.

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