«Ma ha bloccato le riforme della sinistra»

giugno 10, 2002


Pubblicato In: Corriere Della Sera, Giornali


«Sergio Coffera­ti è stato un grande leader sinda­cale. Che ha perso però un’occa­sione storica e ha impresso an­che una battuta d’arresto alla linea politica della sinistra».

Quale occasione storica?
«Un’occasione che nessuno prima di lui, da Giuseppe Di Vit­torio a Luciano Lama e Bruno Trentin, ha avuto: è stato a capo del sindacato della sinistra quando la sinistra era al governo, ma non ha usato il potere del sindacato per sostenere un processo di riforme, bensì per bloc­carlo». Franco Debenedetti, se­natore ds, va dritto al punto, non smorza i toni. E aggiunge: «Basta ricordare cos’hanno fat­to i grandi leader dei sindacati cattolici quando c’era la Dc…».

Si riferisce al no sulle pensio­ni?
«Non solo. Sul lavoro il mini­stro Tiziano Treu progettava ri­forme ben più incisive».

E a cosa si riferisce sulla poli­tica?
«L’indebolirsi dei partiti con­segna al sindacato un ruolo poli­tico. Ancor più a sinistra, con la crisi che sta attraversando l’Ulivo. Adesso Cofferati ha procla­mato lo sciopero generale, ha as­sunto posizioni rigidissime an­che a costo di spaccare il sinda­cato: così esercita un fortissimo richiamo nei confronti della sini­stra “identitaria”, che rischia di spostare i Ds su posizioni roccio­samente conservatrici. Lui stes­so, del resto, ha detto di essere stato riformista e di essere ora diventato radicale…».

Si dimette in un momento molto delicato, dovrebbe rinvia­re l’addio?
«Non spetta a me dirlo. Cofferati è una persona serissima e le scadenze sono cose serie. E, poi­ché è serio, do pieno credito a ciò che ha detto più volte: non andrà in politica».

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